Testo
Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali
DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE COMPETITIVE,
DELLA QUALITĆ AGROALIMENTARE, IPPICHE E DELLA PESCA
DIREZIONE GENERALE PER LA PROMOZIONE DELLA QUALITĆ AGROALIMENTARE E DELLāIPPICA
UFFICIO PQAI IV
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA
āTERRE DEL COLLEONIā O āCOLLEONIā
Decisione di approvazione o modifica Pubblicazione
Approvato con DM 21.02.2011 G.U. 55 ā 8.03.2011
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 ā 20.12.2011
Sito ufficiale Mipaaf - QualitĆ - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 7.03.2014 Sito ufficiale Mipaaf - QualitĆ - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 11.06.2014 Sito ufficiale Mipaaf - QualitĆ - Vini DOP e IGP
Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata āTerre del Colleoniā o āColleoniā ĆØ riservata ai vini che
rispondono alle condizioni ed a i requisiti del presente disciplinare di produzione per le seguenti
tipologie: āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Bianco (anche nelle versioni Spumante e
Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Grigio (anche nelle versioni Spumante e
Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā Chardonnay (anche nelle versioni Spumante e
Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Manzoni (anche nelle versioni Spumante e
Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā Moscato Giallo (anche nella versione Frizzante);
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Moscato Giallo Passito; āTerre del Colleoniā o āColleoniā
Schiava (da Schiava Nera) (anche nella versione Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā
Merlot (anche nella versione Novello e Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā Marzemino
(anche nella versione Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā Cabernet (da Cabernet
Sauvignon) (anche nella versione Novello e Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā Franconia
(anche nella versione Novello e Frizzante); āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Terzi (anche
nella versione Novello e frizzante) āTerre del Colleoni o Colleoni Spumanteā.
Articolo 2
Base ampelografica
[1] I vini a denominazione di origine controllata āTerre del Colleoniā o āColleoniā devono essere
ottenuti esclusivamente mediante la vinificazione delle uve prodotte da vigneti situati nella zona
indicata nel successivo art. 3 e che, nellāambito aziendale presentino la seguente composizione
ampelografica:
1
- āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Bianco
Pinot bianco per almeno ā85% ; altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione
Lombardia, fino ad un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniā Chardonnay
Chardonnay per almeno ā85% ; altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione
Lombardia, fino ad un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Manzoni
Incrocio Manzoni per almeno ā85% ; altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la
Regione Lombardia, fino ad un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniā Moscato Giallo
Moscato Giallo per almeno ā85% ; altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la
Regione Lombardia, fino ad un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Grigio
Pinot Grigio per almeno ā85% ; altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione
Lombardia, fino ad un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniāSchiava
Schiava per almeno 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la Regione
Lombardia, presenti nei vigneti fino a un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniāMerlot
Merlot per almeno 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la Regione
Lombardia, presenti nei vigneti fino a un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniāCabernet Sauvignon
Cabernet Sauvignon per almeno 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la
Regione Lombardia, presenti nei vigneti fino a un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniāFranconia
Franconia per almeno 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la Regione
Lombardia, presenti nei vigneti fino a un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniāIncrocio Terzi
Incrocio Terzi per almeno 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la Regione
Lombardia, presenti nei vigneti fino a un massimo del 15%. - āTerre del Colleoniā o āColleoniāMarzemino
Marzemino per almeno 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la Regione
Lombardia, presenti nei vigneti fino a un massimo del 15%.
[2] La denominazione di origine controllata āTerre dei Colleoniā o āColleoniā tipologia Spumante
ĆØ riservata i vini ottenuti dalle uve dei vitigni Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero e/o
Incrocio Manzoni e/o Pinot Grigio.
[3] I vini ottenuti dalle uve dei vigneti iscritti allo schedario viticolo āTerre del Colleoniā Moscato
Giallo o āColleoniā Moscato Giallo possono essere elaborati nella versione passito.
[4] La denominazione di origine controllata āTerre dei Colleoniā o āColleoniā tipologia novello ĆØ
riservata i vini ottenuti dalle uve dei vitigni a bacca rossa ad esclusione dei vitigni Schiava e
Marzemino.
.
Articolo 3
Zona di produzione delle uve
[1] La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata āTerre del Colleoniā o
āColleoniā di cui allāarticolo 2 comprende lāintero territorio amministrativo dei comuni di Predore,
Sarnico, Viadanica, Adrara S.Rocco, Adrara S. Martino, Foresto Sparso, Villongo, Gandosso,
Credaro, Castelli Calepio, Grumello del Monte, Chiuduno, Carobbio degli Angeli, Zandobbio,
2
Trescore Balneario, Luzzana, Entratico, Vigano S. Martino, Borgo di Terzo, Berzo San Fermo,
Pradalunga, Cenate Sopra, Cenate Sotto, S. Paolo Dāargon, Seriate, Brusaporto, Bagnatica,
Montello, Costa Mezzate, Bolgare, Telgate, Gorle e Pedrengo Gorlago, Albano S. Alessandro,
Torre Deā Roveri, Scanzorosciate, Villa di Serio, Nembro, Alzano Lombardo, Ranica, Torre
Boldone, Bergamo, Ponteranica, Sorisole, Villa DāAlmĆØ, Almenno S. Salvatore, Almenno S.
Bartolomeo, Palazzago, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco, Pontida, Villa DāAdda, Calusco
DāAdda, Terno DāIsola, Chignolo DāIsola, Bonate Sotto, Bonate Sopra, Ponte San Pietro, Presezzo,
Brembate Sopra, Mapello, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Carvico, Ambivere, Barzana, Paladina,
Valbrembo, AlmĆØ, Mozzo, Curno, in provincia di Bergamo.
Articolo 4
Norme per la viticoltura
[1] Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini
āTerre del Colleoni o āColleoniādevono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a
conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualitĆ .
Eā consentita lāirrigazione di soccorso.
[2] I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura debbono essere quelli
generalmente usati e comunque non atti a modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
[3] Sono da considerare idonei i terreni pedecollinari e collinari con buona esposizione e ben drenati
localizzati ad una quota non superiore ai 600 m s.l.m.
[4] Eā esclusa ogni pratica di forzatura.
[5] La resa massima per ettaro ammessa e gradazione minima naturale delle uve atte a produrre vino
DOC āTerre del Colleoniā o āColleoniā sono le seguenti:
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Bianco ā produzione max: 12 t/ha, Titolo Alcool.
Volumico: 9,5%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Grigio produzione max: 12 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
9,5%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Chardonnayā produzione max: 12 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
9,5%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Manzoni ā produzione max: 12 t/ha, Titolo Alcool.
Volumico: 9,5%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Moscato Giallo ā produzione max: 12 t/ha, Titolo Alcool.
Volumico: 9,5%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Moscato Giallo Passito ā produzione max: 12 t/ha, Titolo Alcool.
Volumico: 9,5%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Schiava ā produzione max: 13 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
10%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Merlotā produzione max: 13 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
10%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Marzemino ā produzione max: 13 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
10%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Cabernet ā produzione max: 13 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
10%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Franconia ā produzione max: 13 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
10%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Terzi ā produzione max: 13 t/ha, Titolo Alcool.
Volumico: 10%vol;
3
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Novello ā produzione max: 13 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
10%vol;
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Spumante ā produzione max: 12 t/ha, Titolo Alcool. Volumico:
9,5 %vol;
[6] Nelle annate con stagione particolarmente favorevole, quantitativi di uva ottenuti e da destinare
alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata āTerre del Colleoniā o āColleoniā,
devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purchĆØ la produzione globale non superi del 20% i
limiti medesimi, fermi restando i limiti di resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi allāart. 5.
[7] āE' consentito un esubero di produzione fino al 20% di uva per ha che non può essere destinato
alla produzione della DO mentre può essere destinato alla produzione di vini a IGT Bergamascaā.
Articolo 5
Norme per la vinificazione
[1] Le operazioni di vinificazione dei vini a denominazione di origine controllata āTerre del
Colleoniā o āColleoniā devono essere effettuate allāinterno del territorio amministrativo della
provincia di Bergamo
[2] Nella vinificazione dei vini a denominazione di origine controllata āTerre del Colleoniā o
āColleoniā sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti atte a conferire ai vini le
loro peculiari caratteristiche.
[3] La resa massima delle uve in vino, con esclusione della tipologia moscato giallo passito, non
deve essere superiore al 70%. Qualora superi detto limite, ma non oltre il 75%, lāeccedenza non ha
diritto alla denominazione di origine; oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine
controllata āTerre del Colleoniā o āColleoniā per tutto il prodotto.
[4] I vini ottenuti dalle uve dei vigneti iscritti allo schedario viticolo āTerre del Colleoniā Moscato
Giallo o āColleoniā Moscato Giallo possono essere elaborati nella versione passito, utilizzando le
uve sottoposte ad appassimento allāinterno del territorio di cui al paragrafo 1, in ambiente naturale o
condizionato della durata non inferiore a 45 giorni.
[5] Per la tipologia āMoscato Giallo Passitoā la resa uva/vino non deve essere superiore al 40%.
Qualora superi detto limite, ma non oltre il 45%, lāeccedenza non ha diritto alla denominazione di
origine; oltre il 45% decade il diritto alla denominazione di origine controllata āTerre del Colleoniā
o āColleoniā per tutto il prodotto
[6] I vini ottenuti dai vigneti iscritti allo schedario viticolo āTerre del Colleoniā Franconia o
āColleoniā Franconia, āTerre del Colleoniā Merlot o āColleoniā Merlot, āTerre del Colleoniā
Cabernet o āColleoniā Cabernet, āTerre del Colleoniā Incrocio Terzi o āColleoniā Incrocio Terzi,
possono essere elaborati nella versione Novello allāinterno del territorio della provincia di Bergamo,
esclusivamente attraverso il procedimento di macerazione carbonica.
[7] Permanenza sulle fecce.
Il vino destinato alla tipologia spumante metodo Classico, deve subire, prima dellāimmissione al
consumo, un periodo minimo di permanenza sulle fecce di quindici mesi; per il Millesimato, il
periodo minimo ĆØ di ventiquattro mesi. Tale periodo decorre dalla data di imbottigliamento e
comunque non prima del 1° gennaio successivo alla raccolta delle uve.
4
Articolo 6
Caratteristiche al consumo
[1] I vini a denominazione di origine āTerre del Colleoniā o āColleoniā nellāatto dellāimmissione al
consumo devono possedere le seguenti caratteristiche:
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Bianco
Colore Giallo Paglierino
Odore Intenso, fruttato, floreale
Sapore Secco, equilibrato, fresco.
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Bianco Spumante
Colore Giallo Paglierino
Odore Fruttato e floreale
Sapore Da Extra brut a secco, armonico ed equilibrato
Spuma Fine e persistente
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00%vol
AciditĆ totale minima 5,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Bianco Frizzante
Colore Giallo Paglierino
Odore Intenso fruttato e floreale
Sapore Secco, equilibrato, fresco.
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Grigio
Colore Giallo Paglierino
Odore Intenso, sentori di frutta
Sapore Fresco, asciutto
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Grigio Spumante
Colore Giallo Paglierino
Odore Intenso Fruttato
Sapore Da Extra brut a secco, armonico ed equilibrato
Spuma Fine e persistente
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00%vol
AciditĆ totale minima 5,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Pinot Grigio Frizzante
Colore Giallo Paglierino
5
Odore Intenso, sentori di frutta
Sapore Fresco, asciutto
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Chardonnay
Colore Giallo paglierino
Odore Fruttato con sentori di mela,
Sapore Secco e Fresco
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00 %vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Chardonnay Spumante
Colore Giallo Paglierino
Odore Intenso
Sapore Da Extra brut a secco, armonico ed equilibrato
Spuma Fine e persistente
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00%vol
AciditĆ totale minima 5,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Chardonnay Frizzante
Colore Giallo paglierino
Odore Fruttato con sentori di mela,
Sapore Secco e Fresco
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00 %vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Manzoni
Colore Giallo paglierino con riflessi verdognoli
Odore Intenso,talvolta di frutta esotica e floreale
Sapore Fresco, secco con buona aciditĆ
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Manzoni Spumante
Colore Giallo Paglierino
Odore Intenso Fruttato
Sapore Da Extra brut a secco, armonico ed equilibrato
Spuma Fine e persistente
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00%vol
AciditĆ totale minima 5,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
6
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Manzoni Frizzante
Colore Giallo paglierino con riflessi verdognoli
Odore Intenso,talvolta di frutta esotica e floreale
Sapore Fresco, secco con buona aciditĆ
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Moscato Giallo
Colore Giallo dorato - paglierino
Odore Intenso di frutta fresca, secca e passita, erbe
officinali e miele.
Sapore Secco di media aciditĆ , caratteristico.
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Moscato Giallo Frizzante
Colore Giallo dorato - paglierino
Odore Intenso di frutta fresca, secca e passita, erbe
officinali e miele.
Sapore Secco di media aciditĆ , caratteristico.
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Schiava Frizzante
Colore Dal rosa tenue al cerasuolo
Odore Delicato fruttato con note di frutta rossa
Sapore Secco, fresco e gradevole con nota amarognola
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Moscato Giallo Passito
Colore Giallo dal paglierino al dorato, riflessi dorati
Odore Intenso fruttato, floreale
Sapore Corposo, dolce, caratteristico.
Residuo Zuccherino minimo 50,00 g/l
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 16,00% vol, di cui almeno 9,00%vol svolti
AciditĆ totale minima 5,00 g/l
Estratto non riduttore minimo 18,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Schiava
Colore Dal rosa tenue al cerasuolo
Odore Delicato fruttato con note di frutta rossa
Sapore Secco, fresco e gradevole con nota amarognola
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
7
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Merlot
Colore Rosso rubino
Odore Ampio e intenso bouquet fruttato
Sapore Asciutto, armonico
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Merlot Frizzante
Colore Rosso rubino
Odore Ampio e intenso bouquet fruttato
Sapore Asciutto, armonico
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Marzemino
Colore Rosso rubino
Odore Ampio e fresco bouquet fruttato
Sapore Asciutto, armonico
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Marzemino Frizzante
Colore Rosso rubino
Odore Ampio e fresco bouquet fruttato
Sapore Asciutto, armonico
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Cabernet
Colore Rosso rubino
Odore Intenso fruttato ed erbaceo
Sapore Caratteristico e asciutto
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Cabernet Frizzante
Colore Rosso rubino
Odore Intenso fruttato ed erbaceo
Sapore Caratteristico e asciutto
Spuma Vivace
8
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Franconia
Colore Rosso rubino
Odore Vinoso e fruttato
Sapore Asciutto e caratteristico
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Franconia Frizzante
Colore Rosso rubino
Odore Vinoso e fruttato
Sapore Asciutto e caratteristico
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Terzi
Colore Rosso rubino
Odore vinoso
Sapore Secco, intenso, caratteristico
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Incrocio Terzi Frizzante
Colore Rosso rubino
Odore vinoso
Sapore Secco, intenso, caratteristico
Spuma Vivace
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Novello
Colore Rosso rubino
Odore Fruttato
Sapore Armonico fresco
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00% vol
AciditĆ totale minima 4,50 g7l
Estratto non riduttore minimo 16,00 g/l
Zuccheri riduttori 10,00 g/l massimo.
āTerre del Colleoniā o āColleoniā Spumante
Colore Giallo Paglierino
Odore Fruttato e floreale
9
Sapore Da Extra brut a secco, armonico ed equilibrato
Spuma Fine e persistente
Titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,00%vol
AciditĆ totale minima 5,50 g/l
Estratto non riduttore minimo 15,00 g/l
Articolo 7
Designazione e presentazione
[1] Alla denominazione di origine controllata āTerre del Colleoniā o āColleoniā ĆØ vietata lāaggiunta
di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi
compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
[2] Eā tuttavia consentito lāuso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, e
marchi privati, purchĆØ non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il
consumatore.
[3] Recipienti e Tappatura.
Per la tappatura della Tipologia Spumante, ĆØ obbligatorio il tappo di sughero a fungo, con
tradizionale ancoraggio a āgabbiettaā .
[4] Annata.
Nella etichettatura dei vini di cui allāart. 1, con lāesclusione della tipologia spumante, lāindicazione
dellāannata di produzione delle uve ĆØ obbligatoria.
I vini spumanti soltanto in presenza dellāindicazione dellāannata della vendemmia possono
utilizzare la dicitura āMillesimatoā.
Articolo 8
Legame con lāambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica.
Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona geografica viene delimitata ad ovest dallāIsola Bergamasca, a Nord dalle Orobie ed ad est
dal Lago dāIseo e dal fiume Oglio. Comprende un territorio pedecollinare e collinare.
Le principali formazioni geologiche presenti nella zona collinare Bergamasca sono il Selcifero
Lombardo, la Maiolica di Bruntino, il Sass del Luna tipico (o Pietra di Luna) e il Sass de Luna
calcareo, le torbiditi sottili, le Peliti nere superiori, le Peliti rosse, Flish di Pontida, Arenaria di
Sarnico, Pietra di Credaro, Flish di bergamo, Frangipan e terreni alluvionali.
La genesi delle rocce madri delle colline bergamasche avviene nel periodo Cretacico dellāera
Mesozioica; dalle rocce madri anno avuto origine i terreni che sono prevalentemente di tipo eluviale
sono quindi terreni rimasti sulla roccia da cui provengono ed a questa restano fortemente legati in
termini di ripartizione minerale; fanno eccezione alcune zone sulle sponde dellāOglio e nella zona di
Chiuduno di tipo alluvionale.
In linea generale ĆØ possibile affermare che nellāarea collinare a nord-ovest della cittĆ di Bergamo
prevalgano terreni di tipo scisto-argilloso, mentre lungo la fascia collinare ad oriente fino la lago di
Iseo si susseguono diverse formazioni con prevalenti caratteristiche argillo-calcaree.
Lāarea Bergamasca presenta tre aree climatiche principali, Collina occidentale, Collina orientale e
area di Trescore Balneario (valle).
10
In esame vengono presi tre parametri quali la radiazione solare, la temperatura e la piovositĆ o
precipitazione meteorica.
In relazione alle temperature e alle radiazioni solari ĆØ possibile rilevare come la costante termica in
relazione alla fase fenologica della vite Le aree occidentali e quelle di valle presentano costanti
termiche inferiori a quella orientale, si va quindi dai 3470 gradi dellāarea occidentale e valli ai 3570
dellāarea a oriente.
In merito alle precipitazioni le medie annuali si attestavano attorno ai 1100-1200 mm annui fino alla
fine degli anni 90. Una riduzione significativa della piovositĆ si ĆØ registrata a partire dal 2003.
Gli scarti annuali rispetto alla media in relazione alle aree geografiche risultano essere contenuti ,
ma non irrilevanti e si aggirano tra i 200 e i 350 mm.
Fattori umani rilevanti per il legame.
La coltura della vite nel territorio Bergamasco ĆØ riferibile al periodo della colonizzazione romana,
sebbene alcuni autori la collochino in epoca etrusca.
Numerosi in epoca romana sono i riferimenti al culto di Bacco, nella cittĆ di Bergamo, come templi
a lui dedicati sia allāinterno che nei pressi della cittĆ . In linea con le definizioni culturali romane
dellāEnotria anche a Bergamo ebbero grande rilevanza i templi dedicato a Bacco e i āBaccanaliā.
A dimostrazione dellāimpronta della cultura romana sul territorio bergamasco il taglio dei boschi di
latifoglie diffusissimi nei pressi della CittĆ , che venne inizialmente praticato in epoca Imperiale per
far posto ai vigneti.
Riferimenti relativi alla diffusione della vite in territorio bergamasco sono rintracciabili in Plinio,
altre tracce sono riferibili a cenni sulle qualitĆ del vino bergamasco fatti da Cesare in occasione del
suo passaggio con le legioni in questāarea.
A partire dalla caduta dellāImpero e con le invasioni barbariche, si perdono riferimenti precisi sui
patrimoni agricoli, ma sembra che la coltura della vite, come molte altre colture, sia stata
momentaneamente abbandonata. Rimane quasi simbolicamente legata ai grandi borghi e alle corti.
Con lāavvento dellāepoca comunale grande interesse e fervore si agita intorno alla vite e al vino e
vengono piantumati vigneti. Molti i riferimenti bibliografici sulle consistenze vitate e di come si
allevi la vite in provincia di Bergamo da Pier De Crescenzi (1300) a Castelo Castelli (1398).
Lāinsediamento dei monaci benedettini nella zona di S. Paolo DāArgon e a Pontida, promuove poi il
miglioramento delle tecniche viticole ed enologiche.
I primi cenni scritti relativi alle varietĆ coltivate in provincia di Bergamo sono del 1500 a cura di
Agostino Gallo; costui elenca e descrive alcune varietĆ presenti nel bergamasco: Groppelle,
Vernacce, Schiave Nere, Besgane, Valtoline, Pignole, Correre, Trebbiane.
Verso la fine del XVIII secolo Tomini Foresti segnala alcune varietĆ bergamasche coltivate:, ma la
prima descrizione con impronta scientifica de epoca pre-filloserica per la provincia di Bergamo
risulta essere quella del Prof. Tamaro in merito ai 5 vitigni principali della provincia: Marzemino,
Schiava Lombarda, Groppello, Rossera, Rossolo, Pignola, Vernaccia.
Nel 1929 nel catasto agricolo sono riportati i vitigni più diffusi in collina e montagna: Schiava,
berzemina, Bonarda, Negriera e Imberghem o Franconia.
Nel 1950 il Dr. Bruno Marangoni nella pubblicazione āNote di viticoltura bergamascaārileva la
presenza diffusa, oltre che dei precedenti anche di Barbera, Merlot, Negrara trentina, Raboso
veronese, Sangiovese grosso, Albana.
Il Condottiero Bartolomeo Colleoni nasce a Solza, piccolo villaggio sulla sponda bergamasca
dell'Adda.
In merito alla data di nascita non vi ĆØ certezza, anche se una targa bronzea rinvenuta nel suo
sepolcro nel 1969 indica la data della morte allāĆØtĆ di ottant'anni. A partire da questo dato si può
risalire allāanno di nascita, che dovrebbe essere il 1395.
Tuttavia in contrapposizione a questa deduzione vi ĆØ la biografia del contemporaneo Antonio
Corazzano che fu commissionata dallo stesso Colleoni. In questa biografia Cornazzano indicava
quale data di nascita l'anno 1400.
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La famiglia ĆØ di stirpe longobarda, Colleoni ĆØ figlio di Paolo e Ricadonna Saiguini de' Valvassori di
Medolago e apparteneva alla nobiltĆ cittadina, come indicava la sua arma araldica, che ĆØ del genere
delle armi parlanti, cioĆØ di quelle che rappresentano graficamente il cognome. Il condottiero era
talmente orgoglioso del proprio cognome da farne il temuto grido di guerra āCoglia, Cogliaā cioĆØ
āCoglioni, Coglioniā e da continuare a rappresentarli, con turgido realismo, nel suo stemma anche
quando vi aggiungerà i gigli d'oro d'Andegavia ovvero d'Angiò e le fasce di Borgogna.
Dal 1168 bandita la vecchia nobiltĆ terriera dalla cosa pubblica, la Famiglia Colleoni sale alla
ribalta della scena pubblica di Bergamo. Essa assunse grazie alle gesta di Bartolomeo, rilevanza
italiana ed internazionale.
Il patrimonio immobiliare dei Colleoni si consolidò specialmente nell'Isola Bergamasca, in quella
parte del territorio inclusa tra il fiume Brembo ed il fiume Adda la cui posizione strategica ne
aumentava l'importanza e la funzione politica.
Partendo da questo territorio il padre di Bartolomeo, Paolo con alcuni parenti, occupò in maniera
fortunosa il castello di Trezzo sull'Adda, impadronendosene nel 1404 e facendone una base per
scorrerie nei territori circostanti. Questo territorio costituƬ, di fatto, un piccolo stato indipendente
che fronteggiò per parecchi anni e con fortuna i Signori di Milano e la nuova signoria di Pandolfo
Malatesta.
Due erano i rami colleoneschi che reggevano Trezzo e fra essi assunsero la preminenza i cugini
Giovanni, figlio di Guardinus de' Collionibus e Paolo figlio di Guidotus de' Collionibus.
La conquista del castello di Trezzo segnò l'infanzia di Bartolomeo. Sembra infatti che il padre Paolo
fosse ucciso dai suoi cugini. Mentre la madre viene segregata nei suoi appartamenti, i cugini non
infieriscono sul piccolo Bartolomeo che rimane invece libero.
Dopo aver ricevuto una discreta istruzione Bartolomeo, ancora molto giovane, decide di
intraprendere la carriera delle armi.
Entra nel 1424, al servizio del condottiero Jacopo Caldora. Con il Caldora entrò nella corte di
Giovanna II di Napoli; partecipò alla battaglia dell'Aquila, 1424, contro Braccio da Montone, che
venne sconfitto e rimase ucciso. Si distinse nell'assedio di Bologna, 1425, sotto le insegne del
Caldora, per il Papa.
La fama delle imprese del Colleoni raggiunge la Repubblica di Venezia che, sempre alla ricerca di
abili soldati che sappiano controbattere quelli dei Visconti, lo ingaggia.
Gli viene quindi affidata una condotta di 40 cavalli sotto il comando generale del conte di
Carmagnola.
Questāultimo ĆØ sospettato dalla Serenissima di tradimento, i sospetti di tradimento divennero
certezza quando il Carmagnola intervenne tardivamente nell'attacco a Cremona, vanificando gli
sforzi del Colleoni e determinando, così, il fallimento dell'attacco stesso: «egli arrivò tardi perché
tardi volle arrivareĀ» (Battistella A., Il Conte di Carmagnola) Il Conte ĆØ giustiziato dopo il fallito
tentativo di prendere Cremona, durante il quale Bartolomeo ha invece avuto una comportamento
esemplare e riceve una condotta di centoventi cavalli, il comando di altri ottanta soldati a cavallo e
il feudo di Bottanuco.
I suoi meriti militari erano indiscussi ma non riconosciuti come avrebbe voluto: nel crescendo degli
incarichi che gli vennero affidati non riuscƬ ad ottenere dal Senato veneziano quello di capitano
generale, che venne affidato a Gian Francesco Gonzaga.
La pace di Ferrara del 1433 consente al Colleoni un certo periodo di riposo di cui egli approfitta per
prendere in moglie Tisbe dei Martinengo della Mottella, appartenente ad una delle famiglie più
importanti della nobiltĆ bresciana, figlia di un comandante dell'esercito veneto. Il matrimonio, che
comportava un'alleanza tra le due famiglie, fu di grande rilevanza perché lo proiettò in un ambito
sociale, militare e geografico più ampio ed elevato: i Martinengo costituivano, infatti, un consorzio
parentale particolarmente ricco e potente sia politicamente che militarmente, con grandi
possedimenti a Brescia ed in Valcamonica. Si ampliava cosƬ la sua sfera d'influenza e di interessi,
oltre che il prestigio e la rete di relazioni sociomilitari.
Nel 1438 difese validamente la sua Bergamo dall'attacco di Niccolò Piccinino, capitano generale di
Filippo Maria Visconti, mentre il suo comandante Gonzaga si ritirava oltre l'Oglio lasciando campo
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libero al Visconteo. La ritirata del Gonzaga non si svolse in maniera tranquilla ma assunse il
carattere di una rotta. Frattanto il Consiglio dei Dieci nomina Capitano Generale delle milizie
veneziane Francesco Sforza, che subentra al Gattamelata che aveva a sua volta sostituito Gian
Francesco Gonzaga. Ripreso il vicentino, Francesco marcia in soccorso di Verona. Lāazione
coordinata del Colleoni e dello Sforza obbligano il Piccinino a ritirarsi. Questa impresa procura a
Bartolomeo il comando di una condotta di 800 cavalli. Egli è ora uno dei più importanti e apprezzati
condottieri dellāesercito veneziano.
Successivamente nel 1440, una battaglia navale sul lago di Garda consente di riconquistare Riva del
Garda e sottrarre Brescia e Bergamo al dominio visconteo.
Nella battaglia di Soncino Francesco Sforza infligge unāaltra dura sconfitta ai milanesi condotti da
Talian Furlano.
La guerra, si conclude con la pace di Corvara. Francesco Sforza, che stima molto il Colleoni, lo
ricompensa dei suoi preziosi servigi facendogli donare i castelli di Romano, Antenate e Covo nel
bergamasco.
Alla scadenza della condotta con Venezia il Colleoni passò al servizio del Visconti che gli offrì un
castello a Milano, il comando di 1.500 lance e donò a sua moglie Tisbe il Castello di Adorno
assieme a numerosi gioielli. Il servizio presso il Visconti, tuttavia, fu travagliato per i suoi rapporti
tumultuosi col Piccinino, di cui era il vice: venne accusato di connivenza con il nemico ed
imprigionato per un anno ai Forni di Monza.
FuggƬ dal carcere dopo la morte del Visconti, avvenuta nel 1447, passando alla neonata Repubblica
Ambrosiana chiamato da Francesco Sforza, al momento Capitano Generale della Repubblica stessa.
In questo periodo, 1447/49, Bartolomeo Colleoni compƬ diverse importantissime azioni militari con
le truppe francesi del duca di OrlƩans.
Il 15 giugno 1448 passò nuovamente al servizio di Venezia, firmando una condotta di 500 lance e
400 fanti. In questo periodo si coprƬ di gloria, ammassando al contempo una enorme ricchezza, ma
per gli intrighi di Gentile da Leonessa dovette fuggire per evitare l'arresto ordinato dal Doge e
riparare presso Francesco Sforza, ormai diventato signore di Milano, rimanendovi al servizio.
Il 15 febbraio 1453, con una lettera, annunciò allo Sforza le proprie dimissioni allo scadere del
contratto ed il 12 aprile firmò una nuova condotta con Venezia con cui i rapporti, tenuti tramite la
moglie, non si erano del tutto interrotti.
Questo ritorno a Venezia fece gridare i milanesi, e non senza ragione, al tradimento.
Non si trattò del solito contratto contabile-burocratico normalmente stipulato, ma di un atto dal
valore politico per la grande libertĆ d'azione attribuitagli, per l'importanza delle somme pattuite,
100.000 ducati, e per il prestigio riconosciutogli con la promessa di Como, Lodi e della Gera
d'Adda, qualora fossero state conquistate, oltre alla promessa del comando generale non appena
libero.
A partire dalla pace di Lodi del 1454, il Colleoni sarĆ legato a Venezia fino alla morte.
Il 1467 poteva essere l'anno giusto per la grande impresa che il Colleoni da sempre sperava, perchƩ,
in un periodo di crisi dell'equilibrio raggiunto con la pace di Lodi, Venezia tentò di assicurarsi il
predomino dellāItalia settentrionale favorendo una repubblica di Firenze e rompendo cosƬ l'asse
Milano-Firenze.
La conseguenza fu che i Medici si trovarono alleati con il nuovo duca di Milano Galeazzo Sforza e
Ferdinando re di Napoli, mentre il Colleoni rimase solo a combattere su più fronti.
Ottenne alcune vittorie fino alla battaglia della Riccardina o, come ricordato da altri, della Molinella
del 25 luglio 1467. Questa battaglia che non ebbe vinti nƩ vincitori fu importante perchƩ Colleoni vi
usò delle artiglierie, suscitando grande scandalo in quanto le armi da fuoco erano considerate
contrarie alla morale e alla deontologia militare e gli valsero la taccia di barbaro e maligno.
La sopravvenuta pace, dichiarata da papa Paolo II l'anno successivo, seppellƬ quella che poteva
essere la gloriosa impresa tanto sognata.
Renato d'Angiò nel 1467 con privilegio in data 14 maggio gli concesse di aggiungere al proprio il
patronimico d'Angiò, ovvero d'Andegavia, aggiungendo così nel suo stemma i Gigli Angioini d'oro
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in campo azzurro con sotto i consueti testicoli colleoneschi. Di questo nuovo stemma il Colleoni era
molto orgoglioso tanto da utilizzarlo ogni volta che se ne presentava l'occasione.
Nel 1472 si presentò al Colleoni quella che fu la sua ultima opportunità per compiere la gloriosa
impresa, ai danni dell'odiato Galeazzo Maria.
Carlo il Temerario, Duca di Borgogna, scese in Italia con mire sul Ducato di Milano richiese i
servizi del condottiero nella guerra contro Luigi XI. Il Colleoni, ormai d'Andegavia, firmò con il
Borgognone una condotta ricchissima oltre che prestigiosa, che prevedeva l'assegnazione di
150.000 ducati l'anno, il comando di 1000 lance e 1500 fanti oltre al privilegio, concessogli nel
1473, di aggiungere al proprio stemma le Fasce di Borgogna.Anche questa occasione finƬ nel nulla,
agli inizi del 1474 l'avventura di Carlo il Temerario era di fatto svanita prima di iniziare.
Il 15 maggio 1475 restituì alla Serenissima il bastone del comando ed iniziò a smobilitare le sue
truppe. Venezia, consapevole della ormai prossima fine del proprio condottiero, respinse le sue
dimissioni e gli affiancò tre provveditori con funzioni di controllo ed amministrative, tenuto conto
che Bartolomeo le avrebbe lasciato in ereditĆ la maggior parte del suo patrimonio: diverse proprietĆ
immobiliari ed una somma in contanti di oltre 300.000 ducati, una somma enorme tanto da potere
rinsanguare le casse esauste della Repubblica.
Nel testamento vi era un legato a carico di Venezia: l'elevazione di un monumento in suo onore
nella piazza San Marco, ma come sappiamo Venezia, onorò parzialmente questo legato.
Bartolomeo Colleoni d'Andegavia morƬ nel suo Castello di Malpaga il 2 novembre 1475.
Ancora oggi esiste una frazione del Comune di Chignolo dāIsola porta ancora il suo nome. - le forme di allevamento, i sesti dāimpianto e i sistemi di potatura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini
āTerre del Colleoni o āColleoniādevono essere quelle tradizionali della zona e, comunque,
atte a conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualitĆ .
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura debbono essere quelli
tradizionalmente usati e comunque non atti a modificare le caratteristiche delle uve e del
vino.
le pratiche relative allāelaborazione dei vini, Nella vinificazione dei vini a denominazione di
origine controllata āTerre del Colleoniā o āColleoniā sono ammesse soltanto le pratiche enologiche
leali e costanti atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
B) informazioni sulla qualitĆ o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
I vini a DOC āTerre del Colleoniā o āColleoniā, in virtù delle differenti tipologie di prodotto e dei
differenti vitigni che li compongono, presentano al consumo, caratteristiche organolettiche specifiche
descritte allāarticolo 6 del disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione
legata allāambiente geografico.
C) descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera a) e quelli di cui alla
lettera b).
Le caratteristiche del terreno, il clima e le tradizionali pratiche agronomiche ed enologiche del
territorio bergamasco conferiscono ai vini delle peculiaritĆ particolari.
caratteristiche qualitative ed organolettiche delle tipologie di prodotti a DOC attribuibili allāambiente
geografico, comprensivo dei fattori umani, hanno inciso sullāintero processo di produzione. Le
tipologie di vino dal punto di vista analitico ed organolettico presentano delle caratteristiche
intrinseche dei vitigni da cui sono costituite, derivate dall'ambiente e dal clima nel quale essi vengono
coltivati. I rossi vanno dal caratteristico rosa tenue - cerasuolo della Schiava al rosso rubino dei vitigni
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come Merlot, Cabernet, Marzemino, Franconia ed Incrocio Terzi. Per i bianchi invece si passa dal
giallo paglierino al giallo con riflessi verdognoli tipico dell'Incrocio Manzoni 6.0.13 fino al giallo
dorato del Moscato giallo. Bouquet fruttati e floreali.
Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Valoritalia S.r.l.
via Piave, 24 - 00187 Roma
telefono: 0445 313088
fax: 0445 313080
e-mail: info@valoritalia.it
Valoritalia S.r.l. ĆØ lāOrganismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dellāarticolo 64 della legge n. 238/2016, che effettua la verifica
annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente allāarticolo 19, par.
1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed allāarticolo 20 del Reg. UE n. 34/2019, per i prodotti beneficianti
della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nellāarco
dellāintera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato
articolo 19, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica ĆØ espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 2 agosto 2018, pubblicato nella
G.U. n. 253 del 30.10.2018.
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