Testo
Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali
DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE COMPETITIVE,
DELLA QUALITĂ AGROALIMENTARE, IPPICHE E DELLA PESCA
DIREZIONE GENERALE PER LA PROMOZIONE DELLA QUALITĂ AGROALIMENTARE E DELLâIPPICA
UFFICIO PQAI IV
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA VINI
âVIGNETI DELLA SERENISSIMAâ O âSERENISSIMAâ
Decisione di approvazione o modifica Pubblicazione
Approvato con DM 22.11.2011 G.U. 294 - 19.12.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Sito ufficiale Mipaaf - QualitĂ - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Sito ufficiale Mipaaf - QualitĂ - Vini DOP e IGP
Articolo 1
La denominazione di origine controllata âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ è riservata ai
vini spumanti ottenuti esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia, che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ rosè
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ millesimato
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ riserva
Articolo 2
I vini della denominazione di origine controllata âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ
devono essere ottenuti dalle uve provenienti da vigneti aventi in ambito aziendale la seguente
composizione varietale: Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero.
Articolo 3
Le uve atte a produrre i vini spumanti âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ devono essere
ottenute nelle aree di collina e montagna di spiccata vocazione viticola delle provincie di Belluno,
Treviso, Padova, Vicenza e Verona.
Lâarea delle provincie di Treviso, Padova, Vicenza e Verona è cosĂŹ delimitata:
PROVINCIA DI VERONA E PROVINCIA DI VICENZA:
La delimitazione inizia dal punto in cui la strada SP 9 di Costabella incontra la curva di livello 700
m, che rappresenta il limite nord della stessa delimitazione. Da questo punto si scende, seguendo la
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strada SP 9, fino alla strada regionale 249, che si percorre in direzione sud, passando nellâordine le
localitĂ di Benzone, Torri del Benaco, Garda, Bardolino e Lazzise. Da qui si prende la strada
provinciale 5 e si prosegue su questa strada fino allâautostrada del Brennero, che si percorre verso
nord, fino alla localitĂ Costiere da cui si prende via Ronchi. Da Ronchi si percorre LocalitĂ
Campara verso nord est fino alla strada provinciale 11 che si percorre verso est fino ad incontrare la
strada provinciale 12 che si percorre verso sud fino allâaltezza di Via Cesare Battisti attraverso la
quale giunge a Domegliara. Da questa localitĂ si prosegue per la strada che passa per
SantâAmbrogio di Valpolicella (per Viale Madonnina), San Pietro in Cariano (Via Ingelheim) e
Pedemonte (Via Valpolicella e Via Papa Paolo IV°). La delimitazione prosegue per Via
Gianantonio Campostrini, quindi per Via Strada Nuova e per Via Valpolicella e giunge ad
Arbizzano.
Prosegue per Parona di Valpolicella, localitĂ in cui la delimitazione passa sulla strada provinciale
1a. Percorre la provinciale fino ad incrociare la strada provinciale 6 che percorre verso nord fino
allâincrocio con la Tangenziale est che percorre verso est fino allâaltezza di via Antonio da
Legnago, che percorre fino a Via Olmo attraverso cui giunge a Montorio. Da Montorio, per via
Pedrotta, passa per la localitĂ Ferrazze, percorrendo Via Ferrazzette e via Giuseppe Verdi passa per
la localitĂ Scimmia e quindi incrocia la strada regionale 11 che percorre verso est. Quindi allâaltezza
di via Pasubio passa in Via Piave e quindi in via Feniletto attraverso la quale giunge alla localitĂ
San Giacomo. Da San Giacomo prosegue sulla strada che porta a Monticelli e quindi per via
Fontana giunge alla localitĂ omonima. (Da qui per Viale Rimembranza, Via Roma e Via Val
Mezzane, giunge a Mezzane di Sotto. Attraverso Via Casale Farinati raggiunge Via degli olivi che
percorre fino allâaltezza di via Giare che prima percorre verso sud â est e quindi verso ovest.
Percorre Via Fenile, poi Via Marmuria e quindi Via Roma, svolta verso est raggiungendo
Donzellino attraverso prima Via Alberti e quindi via San Pietro. Prosegue per San Zeno quindi per
via Ceriani e per Via Canesella raggiunge Colognola ai Colli. Dal centro di Colognola ai Colli si
porta su Via Trieste e quindi attraverso Via Cubetta passa per la localitĂ omonima. Da qui prende
Via Pontesello e raggiunge la localitĂ omonima. Quindi segue via Caneva per raggiungere Orgnano.
Segue la strada per Soave, passa per il centro di tale localitĂ e ne esce in Via San Lorenzo.
Attraverso questa e via Cappuccini raggiunge Monteforte dâAlpone. Passa per Viale Europa, Via
Dante, Via Perazzolo e Via Cervia , prosegue per Cervia e Casotti. Segue Via Micheletti e svolta
verso est nord â est per Costalunga e Brognoligo.Prosegue per Pergola, sullâomonima via e quindi
prosegue su Via Alpone prima e poi per Via Olmo dove incontra il confine tra la provincia di
verona e vicenza. Prosegue verso Calderina e quindi verso Sorio. Sale il colle per via 8 Aprile e lo
discende per Via Monte Sorio, quindi per Via Borgolecco passa per Montecchio Vicentino e
passando per il centro giunge alla strada provinciale 31 che percorre fino ad Arzignano. Quindi per
Via Duca dâAosta e successivamente per via Quattro martiri prosegue per Via Vicenza o strada
provinciale 1. Prosegue sulla strada provinciale 1 fino allâincontro con la strada provinciale 246,
attraverso la quale giunge a Montecchio Maggiore. Prosegue per la strada che porta a Sovizzo
passando per Contrada Lovara. Giunto a Sovizzo si prende la strada per Creazzo (in sequenza Via
Roma, Via Battaglione Vicenza, Via Corsara, Via San Marco) il cui centro abitato non è compreso
dalla delimitazione. Da Via San Marco si prosegue per la localitĂ Valscura seguendo lâomonima
via. Superata Valscura sempre mantenendo la strada con direzione prima nord â est e quindi nord
prosegue per Brion, Bagnara e quindi verso Costabissara. A Costabissara prosegue per Via Roma,
per Via SantâAntonio e quindi per Via Giuseppe Mazzini, raggiunge Castelnovo passando per
Pilastro attraverso via Trento. Da Castelnovo passando per via Venezia, Via Vallorcola e quindi per
via San rocco passa sulla strada Provinciale 46 che percorre fino Isola Vicentina da questa localitĂ
la delimitazione si sposta sul torrente Giara che segue fino al foglio 024100_B_0005 (Schio/Magrè
sez B Foglio 0005). Segue il confine del foglio catastale 024100_B_0001 (Schio/Magrè sez B
Foglio 0001) fino ad incontrare il confine comunale tra Torre belvicino e Schio che segue verso
nord fino ad incontrare la curva di livello 700 m. che rappresenta il limite nord della delimitazione.
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Area Colli Berici
Si parte dal limite nord della delimitazione percorrendola in senso antiorario. In direzione ovest si
percorre la strada provincia 248 costeggiando a nord il canale e a sud lâunghia del sistema collinare.
Si percorre la Strada di Gogna fino alla fine e quindi si prosegue sulla Via Breganzola, che si
percorre fino a Viale SantâAgostino. Si prende quindi via Monte Grappa in direzione caâ Brusa,
quindi giunti in Via 4 Novembre si incrocia il tracciato dellâAutostrada A4, che si percorre fino
allâaltezza della localitĂ Brendola. Attraverso via Benedetto Croce si passa per lâomonima localitĂ
da cui si esce percorrendo strada delle Asse, che porta a Vo. Da Vo si prosegue in direzione Caâ
Vecchie, e quindi verso Meledo (Via SantâApollonia, Via Vanderia). A Meledo si incrocia il
tracciato della strada provinciale 500 che si percorre fino a giungere in prossimitĂ di Lonigo. Si
passa per via Trento, quindi per Via San Francesco per proseguire per via San Daniele. Quindi per
Via Monsignor Migliorini e quindi per via Sisana si passa per la localitĂ Case Molle. Si prosegue
sulla strada in direzione prima di Corlanzone e quindi di Alonte. Proseguendo per via Campolongo
si incrocia la strada provinciale 125 che si percorre fino a Origiano. Si passa per questa localitĂ
attraverso via 4 Novembre e si prosegue verso nord (costeggiando lâunghia della collina) sulla
strada che porta a Villa del Ferro. Si prosegue, verso est, sulla strada che porta a San Germano dei
Berici e quindi da questa localitĂ si percorre via Strada Vecchia, quindi via Vigazzola e seguendo
lâunghia della collina si mantiene a circa 400 - 500 metri verso est nord â est dalla strada (Via
Campolongo) che scende a Sossano. Si porta quindi in via Guglielmo Marconi verso Sossano.
Comprende il centro abitato di tale localitĂ e prosegue per via Monticelli verso Ponte Alto, prosegue
per via Conti Barbarano, verso Belvedere e quindi raggiunge la localitĂ Forno. Prosegue quindi per
Via Poigo, via Giacomo Matteotti, in direzione est sud â est fino ad incrociare la strada provinciale
247. Percorre la provinciale fino alla localitĂ Prieta, passa in via Montruglio e prosegue sulla strada
che segue lâunghia della collina e passa per le localitĂ Nanto, Lumigliano, Costozza percorrendo
nellâordine Via Priare, Via Fontanelle, Via Ca bassa, Via Mara, Via Fontana Fozze, Via Cimitero,
Via Guido Mazzoni, Via Campanonta, Via Volto. Entra quindi in Longare per via Chiesa Nuova e
incrocia la strada provinciale 247. Percorre quindi la strada provinciale fino al punto di partenza
della delimitazione.
Area Breganze
Dal punto in cui la quota di livello 700 m incrocia la strada provinciale 349 inizia il confine
occidentale della delimitazione. Da questo punto si scende lungo la strada provinciale arrivando a
Chiuppano il cui centro abitato è escluso dalla delimitazione. A Chiuppano, attraverso Via Roma e
quindi per Via Alberi si giunge a Carrè. Si attraversa la località percorrendo Via Capovilla e Via
Roma, quindi si prende via Fondo Villa e si prosegue verso Grumolo Pedemonte passando per via
Caâ Magra e quindi Via Asiago. Percorrendo via PalĂš si incrocia il Torrente Igna che si segue fino a
Sarcedo dove il torrente incrocia la strada che porta a Bassano. Si segue la strada in direzione est
nord est si passa per Breganze, Turra, Mason Vicentino e si giunge a Marostica, si prosegue fino ad
incontrare dopo la localitĂ Marsan Via Gobetti che percorrendola verso nord si arriva a alla strada
provinciale 72. Si percorre tale provinciale in direzione est fino ad incrociare Via Colbacchini e
quindi si prosegue verso nord per la strada che porta in prossimitĂ delle localitĂ Rea e Campese. Si
prosegue su questa strada fino ad incontrare il confine comunale nord di Bassano del Grappa, che si
segue verso ovest fino ad incontrare la quota 700 m che rappresenta il confine nord della
delimitazione.
PROVINCIA DI PADOVA
Dalla localitĂ Fornasetta seguendo la strada in direzione sud Via Monte Sereo e quindi attraverso
via Rialto si giunge alla localitĂ Ponte dei Cogoli dove si incrocia il confine tra i comuni di Teolo e
Rovolon che si percorre fino a C. Costigliola dopo aver attraversato Calto delle Vecchie.
Da C. Costigliola si prosegue per Treponti attraverso via Molinrotto e quindi attraverso la SP 89. Da
Treponti si raggiunge C. MontĂ e proseguendo lungo la strada che costeggia la Vallarega si arriva a
Tambara, toccando prima villa Mengardi e quindi Villa Levi. Prima di giungere a Tambara la strada
incrocia lo Scolo Rialto. La delimitazione segue quindi detto scolo fino ad incrociare la strada che
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porta allâAbbazia di Praglia. Si percorre detta via e si esclude dalla delimitazione lâAbbazia di
Praglia si segue via Boscalbò in direzione per Tramonte. Da Tramonte si prosegue per Luvigliano e
quindi per Torreglia.
Da Torreglia percorre la strada in direzione sud verso Castelletto, attraversa Rio Spinoso quindi in
direzione est e costeggiando il cambio di pendenza del monte Zogo si torna ad incrociare Rio
Spinoso vicino a Caposeda. Percorre Rio Spinoso fino al Monte Castello e quindi segue la strada
che conduce a Mandria e da qui raggiunge sempre sulla strada la localitĂ Madonna della Salute.
Da questa localitĂ segue la strada che porta al Castello del Cataio. Segue quindi la curva di livello
che delimita le pendici dei monti Montenuovo (Via Montenuovo), Ceva e quindi Spinefrasse,
costeggia il Monte Croce e raggiunge la localitĂ Grottarole. Da questa localitĂ sempre lungo la
strada si arriva alla localitĂ Monte Scaiaro e mantenendosi sulla strada verso nord che delimita le
pendici del monte Castellone passa per la localitĂ Regazzoni Bassi e arriva a Canova passando per
Case Benatello.
Da Canova giunge a Galzignano percorrendo la strada alle pendici del Monte delle Valli
costeggiando la localitĂ Pianzio. Da Galzignano passa per la localitĂ Giarre seguendo la strada alle
pendici dei monti, in sequenza: Delle Basse, Staffolo, Castellazzo e Delle Grotte, giunge a
Valsanzibio, escludendo Villa Barbarigo passando per Via Gregorio Barbarigo. Giunge a Corte
Vigo escludendo la localitĂ Regenziane e il Monte Ragno, quindi raggiunge Monte Baraldo, Corte
Borin ed infine ArquĂ Petrarca escludendo Monte Calbarina. Scende per la strada che costeggia il
versante est del monte Castello (q. 137 m) e giunge in localitĂ Corte Lovo.
Da Corte Lovo segue la strada che porta alla localitĂ Comezzara, prima di giungere a questa localitĂ
la delimitazione si sposta sul limite tra i comuni di Baone e ArquĂ Petrarca. Segue tale limite fino
alla localitĂ Brachine. Da questa localitĂ segue la strada che passando per le localitĂ : Piacentini,
Casette, Preare, Caâ Orologio porta a Baone. Da Baone sempre tenedosi sulla strada che passa per le
localitĂ Case de Poli, Fontana, Borini giunge al centro abitato di Este. Da qui segue in direzione
nord prima la SP 247 poi la SP 89 fino a Zovon. Quindi in direzione nord ovest raggiunge Bagnara
Bassa, Ca Albanese passa per Carbonara. Prosegue per Dante e seguendo Via Alessandro manzoni e
quindi Via Madonnina, costeggia la localitĂ Ponte nelle Valli e si arriva a Bastia da cui muovendosi
lungo la strada che costeggia lo Scolo Fossona si raggiunge la località Fornasetta da cui è iniziata la
descrizione della delimitazione.
PROVINCIA DI TREVISO
Area Colli trevigiani
Dallâincrocio tra il confine orientale della provincia di Treviso e la quota di livello 700 m inizia la
delimitazione. Da questo punto si scende sul confine provinciale verso sud est fino alla localitĂ San
Pietro. Il confine provinciale incrocia il confine del foglio catastale 8 del comune di Cordignano
(che coincide con la Via Strada delle Fossate) e la delimitazione passa su questo confine, segue
quindi la strada che porta alla localitĂ Villa di Villa e quindi Borgo PalĂš passando per Via Hermada
e quindi Via Laura Cornaro. Prosegue per Sarmede per via PalĂš, da Sarmede prosegue per via
Sottocosta prima verso nord e poi verso sud ovest e quindi prosegue per Borgo Villa sullâomonima
via. Da Borgo Villa scende verso sud per via Francesco Crispi quindi prosegue verso ovest per via
Roma dove incrocia la strada per Cappella Maggiore. Prosegue verso Anzano e devia verso Strada
Statale 51 percorrendo via del Cansiglio. Percorre per un breve tratto verso sud est fino ad
incontrare la strada provinciale 86. Prosegue su questa strada fino ad incrociare il tracciato
dellâautostrada Alemagna che percorre verso sud fino ad incrociare la ferrovia che segue verso
ovest fino ad incrociare la strada provinciale 13 che segue fino a Susegana. Allâincrocio per il
castello di San Salvatore, la delimitazione si sposta ad ovest sulla via Barca Prima che percorre fino
ad incrociare in localitĂ Colfosco, Via Mercatelli Mina (SP 34). Da qui il tracciato segue questa
strada fino a Soligo. Entra nel centro abitato di questa localitĂ e si porta sulla strada che prosegue
verso Vidor passando per Farra di Soligo, Col San Martino e Colbertaldo. A Vidor ritorna sulla
strada provinciale 34 che percorre verso nord ovest fino ad incontrare la strada provinciale 28 che
percorre sempre in direzione nord ovest verso Valdobbiadene, passando per Bigolino. Il confine
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lascia la strada che porta a Valdobbiadene per raggiungere, deviando a sinistra e seguendo la strada
comunale della centrale ENEL, la borgata di Villanova fino all'attraversamento del torrente La
Roggia. Segue detto torrente fino al terrazzo alluvionale che si erge bruscamente sul Piave, corre
sul bordo del terrazzo (vedi allegata cartografia regionale definizione limite terrazza alluvionale)
per risalire sulla strada Valdobbiadene - Segusino, in corrispondenza della chiesetta di S. Giovanni
dopo S. Vito; da qui, percorrendo la strada maestra Valdobbiadene - Segusino, arriva alla localita'
Fornace (q. 175) a tre chilometri circa da Valdobbiadene verso ovest, dove il confine
amministrativo tra i comuni di Valdobbiadene e Segusino incontra la strada Valdobbiadene -
Segusino. Segue quindi il confine amministrativo tra questi comuni fino ad incontrare la curva di
livello di quota 700, che rappresenta il limite nord della delimitazione.
Area montelliana
Da Biadene la delimitazione percorre Via Feltrino Centro, prosegue per Via Erizzo fino a Crocetta
del Montello dove allâincrocio con Via Lodovico Boschieri si prende a destra seguendo
questâultima fino a Ciano del Montello, si prosegue per Via Francesco Baracca fino alla localitĂ
Santa Mama si porta sulla strada Panoramica del Montello fino al punto d'uscita sulla stessa della
trasversale del Montello contraddistinta con il n. 14; dall'incrocio segue una linea verticale rispetto
alla ÂŤPanoramicaÂť fino a raggiungere l'orlo del colle che dĂ sul fiume Piave. Da questo punto il
limite segue in direzione Est la parte alta della scarpata del Montello che costeggia il Piave fino alla
localitĂ detta Case Saccardo in comune di Nervesa della Battaglia, prosegue quindi, verso Sud-Est,
lungo il confine tra i comuni di Nervesa e Susegana e lungo la litoranea del Piave che passando per
l'idrometro conduce all'abitato di Nervesa della Battaglia, da dove piega ad Ovest lungo la Strada ai
piedi del Montello. Tale strada inizia a Nervesa della Battaglia in Via Armando Diaz e prosegue su
via Arditi, via Pedemontana e infine su via Fraâ Giocondo. Questâultima si immette in via Stradone
del Bosco fino ad intersecare Via Pretura Vecchia, si prende a sinistra percorrendo questâultima fino
a raggiungere Via Feltrino Centro dove è iniziata la delimitazione.
Area asolana
Dal punto in cui il confine tra la provincia di Treviso e di Vicenza interseca la quota 700 m inizia la
delimitazione. Lungo il confine provinciale si scende fino alla strada provinciale 248 che si percorre
fino allâincrocio per Casella dâAltivole. Da questo punto si percorre verso nord Via Palladio e si
prosegue sulla strada che passa per le localitĂ Crespignaga, Coste, Maser, Muliparte e arriva a
Cornuda e si interseca con la strada provinciale 348. Questa strada provinciale si percorre verso
nord passando per Onigo e arrivando al confine comunale nord di Pederobba. Da questo punto si
segue il confine Comunale di Pederobba verso ovest fino a intersecare la quota 700 m che
rappresenta il limite nord della delimitazione.
Articolo 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione
di origine controllata âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ devono essere quelle tradizionali
e tipiche delle specifiche aree di produzione e, comunque, atte a conferire alle uve, ai mosti e ai
relativi vini base le specifiche caratteristiche di qualitĂ previste dal presente disciplinare.
In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai seguenti requisiti:
- In giacitura acclive e comunque bene esposti, sono esclusi i fondovalle,
- la quota massima è di 700 m s.l.m.,
- le forme di allevamento consentite sono quelle a cordone speronato, Guyot e capovolto
(semplice e doppio), con densitĂ minima di ceppi ad ettaro non inferiore a 3.500, calcolata sul
sesto dâimpianto; - Pergoletta veronese e pergola trentina con densitĂ minima di ceppi ad ettaro non inferiore a
3.000, calcolata sul sesto dâimpianto;
Ă vietata qualsiasi tecnica di forzatura, è ammessa lâirrigazione come pratica di soccorso.
Eâ esclusa la vendemmia meccanica.
Le produzioni massime di uva per ettaro in coltura specializzata delle varietĂ di viti destinate alla
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produzione dei vini di cui all'art. 2 ed i rispettivi titoli alcolometrici volumici naturali minimi,
devono essere i seguenti:
tipologia prod. max titolo alcolometrico
uva/ha volumico
naturale minimo
ton %vol
Cahrdonnay 13,50 9,50%
Pinot bianco 13,50 9,00%
Pinot nero 12,00 9,00%
Le uve destinate alla produzione della tipologia designata con la menzione âmillesimatoâ devono
avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo superiore del 1,00% vol, rispetto a quelli
precedentemente fissati.
Le uve destinate alla produzione della tipologia designata con la menzione âriservaâ devono avere
una produzione inferiore di 2 tonn. e un titolo alcolometrico volumico naturale minimo superiore
del 1,00% vol, rispetto a quelli fissati.
Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uva ottenuti da destinare alla produzione dei vini a
denominazione di origine controllata âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ, devono essere
riportati nei limiti di cui sopra purchĂŠ la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi,
fermo restando i limiti resi uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
La Regione Veneto è delegata ad accertare la sussistenza per le zone delimitate allâart. 3 delle
condizioni di annata climatica sfavorevole e ad autorizzare, entro il 15 settembre di ogni annata,
considerata tale, quanto disposto dal precedente comma.
Articolo 5
Le operazioni di vinificazione, elaborazione ed affinamento devono aver luogo nel territorio
della Regione Veneto.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali leali e costanti atte a
conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
La resa massima dell'uva in vino finito pronto per il consumo non deve essere superiore al 65%.
Qualora superi questo limite, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non ha diritto ad alcuna
denominazione di origine; oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine per tutto
il prodotto.
I vini spumanti âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ devono essere elaborati con il
metodo della rifermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale o classico.
I vini âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ e âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ
rosè devono essere commercializzati nei tipi da brut nature a sec, âVigneti della Serenissimaâ o
âSerenissimaâ millesimato da brut nature a dry, âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ riserva
da brut nature a brut.
I vini a denominazione di origine controllata âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ
devono permanere sui lieviti di fermentazione per almeno:
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ 12 mesi
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ rosè 12 mesi
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ millesimato 24 mesi
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ riserva 36 mesi
Articolo 6
I vini âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ allâatto dellâimmissione al consumo devono
rispondere alle seguenti caratteristiche:
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âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ: - spuma: persistente ed elegante
- colore: paglierino piĂš o meno intenso con eventuali riflessi verdolini o dorati;
- odore: con delicato con leggero sentore di lievito;
- sapore: sapido, fresco, fine, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- aciditĂ totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâârosato o rosè: - spuma: persistente ed elegante
- colore: rosato piĂš o meno tenue
- odore: caratteristico con delicato sentore di lievito, talvolta fruttato
- sapore: caratteristico, sapido
- titolo alcolometrico volumico minimo: 11,50% vol;
- aciditĂ totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaââmillesimato: - spuma: persistente ed elegante;
- colore: da giallo paglierino con eventuali riflessi verdolini al giallo dorato;
- sapore: fine, complesso caratteristico della rifermentazione in bottiglia;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- aciditĂ totale minima: 5,0 g/l.;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.;
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaââ riserva: - spuma: persistente ed elegante;
- colore: dal giallo paglierino al giallo carico dorato;
- odore: caratteristico e complesso tipico del lungo affinamento in bottiglia;
- sapore: caratteristico, complesso, armonico
- titolo alcolometrico volumico minimo: 12,00%vol;
- aciditĂ totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
Eâ facoltĂ del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, modificare con proprio
decreto i limiti relativi allâaciditĂ totale e allâestratto non riduttore minimo.
Articolo 7
Ai vini a denominazione di origine controllata âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ è
vietata lâaggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare ivi
compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato e simili. Ă tuttavia consentito lâuso di
indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato
laudativo e non idonei a trarre in inganno lâacquirente.
Lâindicazione dellâannata di produzione delle uve deve figurare solo sulle bottiglie dei vini
âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ millesimato e âVigneti della Serenissimaâ o
âSerenissimaâ riserva.
Articolo 8
I vini a denominazione di origine controllata âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ
devono essere immessi al consumo come previsto dalle norme nazionali e comunitarie, in bottiglie
di vetro tradizionali della capacitĂ fino a litri 9.
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In occasione di particolari eventi espositivi o promozionali, è consentito lâutilizzo di contenitori
tradizionali della capacitĂ superiore a litri 9.
Articolo 9
Legame con lâambiente geografico
a) SpecificitĂ della zona geografica
Fattori naturali.
Lâarea della DOC âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ, si estende nellâarea montana e
collinare delle Province di Belluno, Treviso, Padova, Vicenza e Verona, posta ad arco tra la catena
delle Alpi a nord e la pianura Padana a sud.
I suoli, a seconda delle zone collinari, hanno unâorigine vulcanica o sedimentale; i terreni
provenienti dallo sfaldamento di tali rocce, si presentano mediamente superficiali, con presenza
diffusa di scheletro che permette un ottimo drenaggio delle acque piovane.
I vigneti sono situati quasi esclusivamente su terreni situati in pendio, la maggior parte dei quali
rivolti verso sud. Il clima di tale area, protetta a nord dalla catena montuosa rivolta a sud verso il
mare, presenta delle caratteristiche marcatamente differenti rispetto alle aree della pianura: una
piovositĂ mediamente piĂš elevata rispetto a quella della pianura che, grazie alla pendenza dei terreni
e alla granulometria dei suoli, garantisce un apporto limitato di acqua senza ristagni; le estati sono
fresche e ventilate e caratterizzate da marcate escursioni termiche notte-giorno durante lâestate e in
autunno prima della vendemmia.
Fattori umani e storici.
Il nome Serenissima Repubblica di Venezia, nota anche solo come Serenissima, storicamente si
riferisce ad uno Stato indipendente che VIII secolo al 1797, con capitale la cittĂ di Venezia, ha
governato i territori veneti e di gran parte dellâattuale Italia nord-orientale, nonchĂŠ delle coste e
delle isole orientali del mare Adriatico fino alla Grecia. Durante questo periodo la produzione di
vini bianchi freschi sulle colline venete, pur presente sin dallâepoca romana, ha trovato il suo
sviluppo; in questâepoca infatti gli aristocratici veneziani e i ricchi commercianti della Serenissima
avevano fatto costruire ville palladiane e poderi su tutto lâarco collinare veneto, sia a scopo
residenziale, sia al fine di produrre alimenti e vino anche da offrire agli illustri amici ospitati nelle
ville. Questa viti-vinicoltura, che possiamo definire âaristocraticaâ, vide impegnate le grandi
famiglie veneziane in una gara qualitativa per la produzione dei vini migliori e permise anche ai
contadini della zona di acquisire nuove informazioni e nuove tecniche vitivinicole, specializzandosi
in particolare nei vini bianchi freschi e frizzanti.
Numerosa bibliografia testimonia che i Vigneti della Serenissima possedevano una qualitĂ che i vini
âforestiâ (stranieri) spesso non avevano, grazie sia alla predisposizione ambientale alla coltivazione
della vite, sia alla corsa al miglioramento della qualitĂ da parte dei nobili, per affermare il loro
prestigio anche nella produzione vitivinicola.
Il comparto viti-vinicolo dellâarea compresa nella denominazione, a partire dagli anni â50 del
dopoguerra, ha visto lo sviluppo di unâintensa attivitĂ di ricerca e sperimentazione finalizzata ad
ottenere vini bianchi spumanti e frizzanti di qualitĂ ; tecnici, ricercatori e operatori hanno migliorato
la selezione varietale e le scelte clonali, le tecniche di coltivazione ed i sistemi di allevamento della
vite, allo scopo di esaltare nelle uve, le peculiaritĂ atte a divenire vini bianchi frizzanti e spumanti.
La ricerca e la sperimentazione hanno determinato anche il miglioramento delle tecniche in cantina:
nellâultimo secolo sono state messe a punto idonee tecniche di rifermentazione naturale in bottiglia
che permettono di esaltare le caratteristiche delle uve e di preservare i suoi aromi nel profilo
sensoriale degli spumanti. Nelle bottiglie infatti, il vino acquisisce la tradizionale pressione, visibile
sotto forma di bollicine, garantita dall'anidride carbonica prodotta dalla seconda fermentazione
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(presa di spuma). Le bottiglie, tenute a riposo su appositi cavalletti con il collo piĂš in basso rispetto
al fondo della bottiglia, sono sottoposte a una continua rotazione della bottiglia stessa al fine di
depositare sul tappo le fecce dei lieviti, prodotte dalla fermentazione. Nellâultima fase della
lavorazione gli operatori gelano il vino contenuto nel collo della bottiglia e tolgono il tappo per far
fuoriuscire il deposito dei lieviti esausti, grazie allâaiuto della pressione naturale dellâanidride
carbonica sviluppata dalla fermentazione. A seconda della tipologia, da extra-brut a demi-sec, la
bottiglia viene rabboccata con vino o mosto zuccherino al fine di determinare le caratteristiche delle
diverse tipologie di spumante.
b) SpecificitĂ del prodotto
I vini spumanti della DOC âVigneti della Serenissimaâ o âSerenissimaâ, anche nelle tipologie rosè,
millesimato e riserva, sono caratterizzati da una spuma persistente, un colore giallo paglierino che
può avere riflessi dal verdolino al dorato piĂš o meno intenso. Lâodore è delicato con leggero sentore
di lievito, tipico della rifermentazione in bottiglia, talvolta fruttato. Il sapore è sapido, fresco e
armonico.
c) Legame causa effetto fra ambiente e prodotto
Il territorio esclusivamente montano e collinare su cui si sviluppa la DOC âVigneti della
Serenissimaâ è fortemente determinante sulle caratteristiche peculiari delle diverse tipologie di vino
spumante.
Il clima fresco e ventilato della zona collinare e montana, protetta dalla catena alpina e dolomitica,
permette di concentrare e mantenere nelle uve un elevato contenuto di aciditĂ che si riscontra e
caratterizza i vini bianchi spumanti della denominazione âVigneti della Serenissimaâ o
âSerenissimaâ.
I suoli di origine vulcanica e sedimentale, ricchi di minerali e poveri di sostanza organica,
determinano un elevato contenuto di sostanze minerali, zuccherine e polifenoliche dellâuva, che
donano ai vini un buon corpo e unâelevata complessitĂ di profumi.
La buona piovositĂ sui terreni in pendenza e fortemente drenanti, garantisce un apporto limitato ma
costante di acqua e permette una maturazione piĂš regolare dei grappoli; lâassenza di ristagni
assicura poi una maggiore sanitĂ e qualitĂ dellâuva.
Le marcate escursioni termiche notte-giorno durante la maturazione dei grappoli, permettono di
esaltare e mantenere il corredo aromatico dellâuva; tali profumi, uniti al quadro acidico, permettono
di ottenere vini spumanti freschi e armonici.
Lâuso tradizionale nella zona del metodo classico con la rifermentazione in bottiglia, arricchisce i
vini di un leggero sentore di lievito. Le professionalitĂ degli operatori sviluppate a partire dai primi
anni del 1900, sia in campagna che in cantina, permettono di esaltare le caratteristiche delle uve e di
preservare i suoi aromi nel profilo sensoriale degli spumanti della denominazione.
Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
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alimentari e forestali, ai sensi dellâarticolo 64 della legge n. 238/2016, che effettua la verifica
annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente allâarticolo 19, par.
1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed allâarticolo 20 del Reg. UE n. 34/2019, per i prodotti beneficianti
della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nellâarco
dellâintera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato
articolo 19, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 2 agosto 2018, pubblicato nella
G.U. n. 253 del 30.10.2018.
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