Tokaj non è solo Aszú. Nel cuore dell’Ungheria del vino, il Furmint secco racconta suoli vulcanici, nebbie di fiume e cantine scavate nel tufo. Dalla rinascita post-1990 ai cru di Mád, un bianco teso e longevo ridisegna l’immaginario della regione.
WineRover
Viaggi nel mondo del gusto
Il tannino è l'impalcatura segreta del vino rosso, quella che non si vede ma si sente. Dalle bucce e dai semi dell'uva fino alle botti di rovere, un viaggio nella chimica e nella sensorialità di una sostanza che fa la differenza fra un vino dimenticabile e uno capace di attraversare i decenni.
Dove la terra diventa nera e il vino non chiede permesso: Swartland, vecchie vigne e nuovo Sudafrica
Tra colline nere dopo la pioggia e campi di grano, lo Swartland ha reinventato il vino sudafricano con vecchie vigne, Chenin e Syrah, e una libertà fatta di regole. Dalla Swartland Revolution ai criteri rigorosi dei produttori indipendenti, un distretto caldo e asciutto che oggi parla di suoli, mani e identità.
Tra Garonna e Tarn, a nord di Tolosa, Fronton è l'unica denominazione al mondo dominata dalla Négrette. Capricciosa e sensibile alle malattie, regala vini profondi con profumi di violetta. Il Collectif Négrette, nato nel 2019, riunisce quindici produttori decisi a dimostrare che Fronton può competere con le grandi denominazioni francesi.
La tecnologia ha rivoluzionato la raccolta dell'uva, ma la vendemmia manuale resta insostituibile dove pendii vertiginosi e terrazzamenti rendono impossibile la meccanizzazione. Dallo Champagne alla Valtellina, un viaggio tra mani esperte e selezionatori ottici per scoprire quando davvero fa differenza il modo in cui si coglie un grappolo.
Il Roussillon, storica patria dei vini dolci fortificati come Banyuls, Maury e Rivesaltes, vive una trasformazione profonda. Pionieri come Gérard Gauby hanno dimostrato che gli antichi vigneti di grenache sugli scisti neri possono dare grandi rossi secchi. Oggi la regione è un laboratorio dove convivono tradizione e sperimentazione, dolce e secco, memoria e futuro.
Perché i migliori vini del mondo nascono dove il lavoro è più difficile? Dalle vertigini della Mosella ai muri a secco della Valtellina, un viaggio tra pendenze estreme e grappoli che maturano lentamente, dove ogni grado di inclinazione cambia il carattere del vino nel bicchiere.
Tra i canyon del Sil e del Miño, in Galizia, la Ribeira Sacra custodisce una viticoltura estrema, fatta di terrazze vertiginose e gesti antichi. Qui il vino nasce sospeso tra acqua e cielo, in un equilibrio fragile che unisce monasteri medievali, muretti a secco e vigneron contemporanei. Un paesaggio che non si attraversa: si ascolta.
In Valle d’Aosta il vino nasce in silenzio, su pendii ripidi e a quote più umane di quanto si creda. Tra vitigni rari, produttori ostinati e stili senza compromessi, la più piccola regione italiana racconta oggi una viticoltura precisa, concreta e profondamente alpina.
Chi li considera semplicemente “superalcolici” non ha ancora scoperto quanto mondo ci sia dentro un bicchiere di whisky, rum, cognac o grappa. Dietro ogni distillato, famoso o sconosciuto che sia, c’è una storia di ingegno umano, di errori fortunati, di metodi quasi rituali e di territori che parlano attraverso aromi invisibili. E, come spesso accade, più si entra nel dettaglio più si scopre che le verità date per scontate crollano come castelli di ghiaccio al primo sorso ben ponderato.
Il Jura è una delle regioni vitivinicole più affascinanti (e sottovalutate) di Francia. Dai bianchi ossidativi al Poulsard trasparente, fino al Vin de Paille, questo minuscolo territorio tra Borgogna e Svizzera custodisce vini unici e radicati nella cultura locale. Un viaggio nel cuore segreto del vino francese più autentico.